Le origini della Festa di Santa Rita

La devozione popolare per S.Rita, si è particolarmente ravvivata con la presenza a Farnetta di Don Romolo Fumini, nominato parroco dal 1937 al 1966.

La statua in gesso di dimensioni reali, presente nella nostra chiesa fu donata dalla cognata di Don Romolo, Rosa Romani, la quale volle donare anche lo stendardo con l'effige della Santa che veniva portato in processione insieme alla statua il 22 maggio festa di S.Rita. Don Romolo diede particolarmente risalto alla festa, invocando la protezione della Santa degli “Impossibili” su tutta la nostra comunità e sui mezzi che erano gli strumenti per lo sviluppo delle attività agricole.

Con il passare degli anni, la nostra comunità ha rinsaldato la tradizione e ha corredato il carro di S.Rita di drappi con i colori dello stendardo di Farnetta: giallo e blu con al centro la pianta del frainetto.

Dopo la morte di Don Romolo avvenuta nel 1966 fu Don Vincenzo Cavalletti a proseguire e ad ampliare le manifestazioni religiose, con l'inserimento di momenti ricreativi, come i giochi popolari, la pesca di beneficenza e le commedie popolari in dialetto. La carica di entusiasmo di Don Vincenzo, pian piano contaminò tutta la comunità che si aprì attivamente con idee ed iniziative mirate ad accrescere i momenti di aggregazione.


Dopo la morte di Don Vincenzo, avvenuta nel 1981, si spensero gli entusiasmi per i festeggiamenti, perché venne a mancare la guida carismatica del parroco.

Nel 1982 quando la comunità di Farnetta andava disperdendo le tradizione della festa, Mariella Nevi, giovane e dinamica imprenditrice agricola di Farnetta, ebbe l'idea di allestire nei locali della vecchia casa parrocchiale una “taverna” che per la sua ubicazione prese l'appellativo di “Taverna del curato”. Il carisma, le capacità e la disponibilità di Mariella, coinvolsero tutta la comunità che in poco tempo rimise in moto la macchina organizzatrice della festa, sia religiosa che gastronomica con le specialità della “Taverna del curato”. In primo luogo le “Ciriole all'ortica” (le ortiche nascono spontanee intorno le mura di Farnetta), le “Ciriole del prete”, la salvia e altre verdure fritte, le carni di allevamenti locali arrostite alla brace e per finire le ciambelline all'anice e per digestivo l'amaro del prete.


I primi introiti della taverna furono utilizzati per la ricostruzione del portone della chiesa di S.Nicola. Da allora annualmente si sono ripetute con toni più o meno forti tante feste in onore di S.Rita, ma quando il crescente numero delle presenze in taverna cominciarono a crescere notevolmente, si pensò di utilizzare i locali della ex scuola elementare. Dal 1997 in poi con gli introiti della taverna e con la disponibilità e l'aiuto della maggior parte dei farnettani, si è potuto corredare anno per anno l'edificio di tutte le attrezzature e gli arredi per ampliare la disponibilità di posti per la taverna che ogni anno riscuote sempre maggior successo.

L'attuale festa religiosa si svolge con la tradizionale benedizione dei bambini, delle donne di nome Rita, dei mezzi agricoli e degli automezzi e culmina con la solenne processione con la statua di S.Rita allestita sopra un carro, attorniata da piccoli angioletti e da tante rose.